Profili di utilizzo degli antibiotici e rischio di recidiva nei ricoveri per infezioni delle vie urinarie in Lombardia: un’analisi real-world

Autori: G. M. Bruno, M. C. Valentino, S. Buda, A. Bandera, G. Rizzardini, O. Leoni, G. L. Colombo

Background

Le infezioni delle vie urinarie (IVU) rappresentano una delle principali cause di prescrizione antibiotica nella popolazione adulta e anziana e contribuiscono in modo rilevante all’antibiotico-resistenza. Sono tuttavia limitate le evidenze real-world sui profili di utilizzo degli antibiotici prima del ricovero per IVU acquisite in comunità e sulla loro relazione con il rischio di recidiva.

Materiali e Metodi

È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo basato sul data warehouse di Regione Lombardia. L’unità statistica era il ricovero ospedaliero per IVU (ICD-9-CM 599.0) in pazienti ≥18 anni tra 1/4/2022 e 30/6/2024. Dei 73.477 ricoveri iniziali, 25.555 (34,8%) sono stati inclusi come potenziali IVU acquisite in comunità, dopo esclusione di ricoveri senza prescrizioni antibiotiche nei 180 giorni precedenti e di ricoveri per altre infezioni batteriche. La recidiva è stata valutata in 18.288 ricoveri dimessi vivi, non persi al follow-up, definita come nuovo ciclo di antibiotici (ATC J01) oltre 30 ed entro 180 giorni dalla dimissione e/o nuovo ricovero per causa infettiva entro 180 giorni. Sono state analizzate esposizione antibiotica pre-ricovero, uso di urinocoltura e fattori demografici. L’associazione con la recidiva è stata valutata mediante analisi multivariata.

Risultati

La popolazione in analisi mostrava un’età mediana >80 anni in entrambi i sessi con prevalenza femminile (53,1% dei ricoveri). Si è verificata una recidiva nel 54,4% dei ricoveri in follow-up (57,0% maschi, 52,1% femmine), concentrandosi prevalentemente entro 120 giorni dalla dimissione. Rispetto ai 18.288 ricoveri per i quali è stata valutata la recidiva, per 2.318 di essi (12.7%), la recidiva ha previsto la presenza di un ricovero, eventualmente anche successivo all’avvio di una nuova terapia antibiotica; inoltre, per 7.628 ricoveri, (41,7%), la recidiva non è stata individuata tramite la presenza di un ricovero per motivi infettivologici successivi alla dimissione, ma sulla base dell’avvio di una terapia antibiotica. I restanti 8.342 pazienti (45,6%) non hanno esitato in una recidiva. Considerando i ricoveri che hanno esitato in una recidiva e distinguendoli in base al proxy che si è manifestato per primo — ovvero un nuovo ricovero per cause infettivologiche e/o l’avvio di un nuovo trattamento antibiotico dopo la dimissione — si osserva che in 902 casi (4,9%) il primo evento è stato un nuovo ricovero, mentre in 9.044 casi (49,5%) il primo evento rilevato è stato l’inizio di un trattamento antibiotico. L’esposizione antibiotica pregressa è risultata eterogenea, con un aumento progressivo del rischio di recidiva per ogni classe antibiotica aggiuntiva. L’urinocoltura pre-terapia è risultata poco utilizzata (6,3%), mentre la maggior parte delle urinocolture eseguite dopo l’avvio del trattamento ha determinato uno switch antibiotico (70,1%). Il sesso maschile, il numero di antibiotici pre-ricovero e la presenza di urinocoltura pre-ricovero sono risultati significativamente associati a un maggior rischio di recidiva, suggerendo che l’esame sia un proxy di maggiore complessità clinica piuttosto che un fattore protettivo.

Conclusioni

Nei ricoveri per IVU in Lombardia si osservano un’elevata frequenza di recidive e una marcata variabilità dei trattamenti antibiotici pre-ricovero, potenzialmente non uniformi rispetto ai principi generali di gestione antimicrobica. L’esposizione cumulativa agli antibiotici emerge come principale determinante del rischio di recidiva. Questi risultati supportano la necessità di interventi di Antimicrobial Stewardship e di percorsi diagnostico-terapeutici più uniformi tra territorio e ospedale per migliorare l’appropriatezza prescrittiva e contenere l’antibiotico-resistenza.

Keywords

infezioni delle vie urinarie, ricoveri ospedalieri, antibiotici, recidiva, urinocoltura, gestione antimicrobica, dati real-world, lombardia

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