Il ruolo delle combinazioni a dose fissa in ambito cardiovascolare in Italia: aspetti farmacoeconomici, appropriatezza d’uso e aderenza di terapie antipertensive in single-pill (associazione fissa)

Autori: G. M. Bruno, S. Di Matteo, C. Martinotti, M. C. Valentino, G. L. Colombo

Obiettivo

Globalmente, 523 milioni di persone soffrono di malattie cardiovascolari, con 49 milioni di casi nell’Unione Europea. L’ipertensione è un noto fattore di rischio, gestito attraverso l’uso continuativo di farmaci antipertensivi come gli ACE-inibitori e i Beta-bloccanti per mantenere la pressione sanguigna nei limiti consigliati. Tuttavia, si registra una bassa adesione ai trattamenti. Le terapie possono essere semplificate tramite l’uso delle combinazioni fisse (FDC) o uso delle singole pillole (SPC), cruciali per facilitare la gestione. Un modello di budget impact (BIM) è stato sviluppato per valutare l’impatto economico delle terapie single-pill rispetto a quelle multi-pill.

Metodi

La valutazione dell’impatto sul sistema sanitario delle single-pill (associazione fissa) e multi-pill (associazione estemporanea) e il relativo differenziale di costo sono stati effettuati considerando sia i costi diretti associati alle singole terapie, sia ulteriori costi legati ad eventi cardiovascolari che sono trattati in due differenti scenari: 1 e 2. Lo scenario 1 si basa sui costi diretti delle terapie e sui costi correlati tra l’accadimento di eventi CV e la classificazione di 4 livelli di aderenza: bassa, medio-bassa, medio-alta, e alta. Lo scenario 2 si basa sui costi diretti delle terapie e sui costi degli eventi avversi associati ai diversi trattamenti con frequenze di accadimento tratte da dati di letteratura. Sia nello scenario 1 sia nello scenario 2 la valorizzazione ha seguito due approcci: più conservativo, ricorrendo a un DRG senza complicanze (scenari 1.A e 1.B) e uno più oneroso, ricorrendo a un DRG con complicanze (scenari 2.A e 2.B).

Risultati

Contemplando lo scenario 1.A con una valorizzazione di eventi senza complicanze correlati all’aderenza, il costo totale annuo risulta pari a 31.674.481 €, in calo di 11.655.688 € (-26,9%) rispetto alla situazione con solo multi-pill (associazione estemporanea) (43.330.169 €). Prendendo in considerazione lo scenario 1.B con una valorizzazione di eventi con complicanze correlati all’aderenza, il costo totale annuo risulta pari a 35.871.541 €, in calo di 13.663.074 € (-27,6%) rispetto alla situazione con solo multi-pill (associazione estemporanea) (49.534.615 €). Analizzando lo scenario 2.A con una valorizzazione di eventi senza complicanze da dati di letteratura, il costo totale annuo risulta pari a 28.977.471 €, in calo di 4.478.937 € (-13,4%) rispetto alla situazione con solo multi-pill (associazione estemporanea) (33.456.408 €). Osservando lo scenario 2.B con una valorizzazione di eventi con complicanze da dati di letteratura, il costo totale annuo risulta pari a 33.643.464 €, in calo di 5.264.530 € (-13,5%) rispetto alla situazione con solo multi-pill (associazione estemporanea) (38.907.993 €).

Discussione

Il modello evidenzia le molteplici criticità legate all’utilizzo di trattamenti multi-pill (associazione estemporanea) nell’ipertensione rispetto al trattamento con single-pill (associazione fissa) che comporterebbero un risparmio economico per l’acquisto dei prodotti e, soprattutto, una maggior aderenza al trattamento. Ciò si traduce in un minor rischio di eventi CV e, di conseguenza, in un minor costo annuale per paziente.

Keywords

Patologie cardiovascolari, aderenza terapeutica, single-pill, fixed dose combination (FDC).

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