Il contributo dei farmaci equivalenti alla sostenibilita della spesa farmaceutica in ambito cardiovascolare dal 2009 al 2019

Autori: G.L. Colombo, M. Caruggi, G.M. Bruno, M.C. Valentino

Background

L’impiego dei farmaci equivalenti (o generici) rappresenta un meccanismo di controllo della spesa farmaceutica in grado di aumentare l’efficienza del sistema economico agendo sulla concorrenzialita e stimolando la price competition dei produttori.

Materiali e metodi

L’analisi e finalizzata a valutare le dimensioni del risparmio economico ottenuto dal SSN in seguito all’introduzione dei farmaci generici in ambito cardiovascolare. Dalla banca dati sui consumi fornita da IQVIA, sono stati estrapolati dati di consumo e di spesa dal 2009 al 2019 relativamente a 37 molecole che appartengono a 7 classi terapeutiche – il 95% del volume di mercato dei farmaci specifici per il trattamento di patologie cardiovascolari, in regime di distribuzione per conto (DPC) e in convenzionata.

Risultati

Tra il 2010 e il 2019 il consumo di farmaci generici per la cura di patologie cardiovascolari e stato contraddistinto da una crescita impetuosa, con un tasso annuo di crescita medio pari al 162% circa. I risparmi conseguiti dal SSN, grazie alla sostituzione di farmaci branded con i farmaci generici, nel decennio considerato, sono pari a 4.769 milioni di euro. Nel periodo in analisi (2009-2019) il volume dei prodotti branded e sostanzialmente rimasto costante, incrementando da 2.781 milioni di unita standard (US) a 3.237 milioni di US circa (+16,4%). Al contrario, il fatturato dei prodotti branded e decrementato da 2.780 milioni di US a 1.183 milioni di US circa (-55%). Il forte calo e quindi da collegare alla riduzione del prezzo medio ex-factory determinato dalla price competition dei farmaci generici. I dati relativi al risparmio potenziale conseguito dal sistema pubblico risultano essere per il 2019 circa 2 milioni di euro nell’area di distribuzione convenzionata; facendo invece un’analisi del decennio, l’ammontare complessivo si attesta attorno ai 12,7 milioni di euro.

Conclusione

La presenza di una quota rilevante del mercato dei farmaci equivalenti e la condizione necessaria affinché la concorrenza di prezzo nel settore si possa dispiegare e le aziende alla scadenza brevettuale inizino a competere sul prezzo con forti riduzioni e con contemporanei benefici per il sistema sanitario pubblico. La presenza, infine, di una quota percentuale maggiore di farmaci equivalenti consentira di attuare delle strategie appropriate di contenimento e razionalizzazione della spesa farmaceutica pubblica.

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