Automedicazione: una valutazione economica per il Sistema Sanitario Italiano

Autori: Giorgio L. Colombo, Sergio Di Matteo, M. Chiara Valentino, Chiara Martinotti, Martina Oselin, Giacomo M. Bruno

INTRODUZIONE

Il ricorso ai farmaci di automedicazione, o non prescription, acquistabili in farmacia senza ricetta e necessita di rivolgersi al medico, corrisponde a un’alternativa al farmaco etico per il trattamento dei disturbi di lieve entita, in grado di comportare un risparmio sulla spesa pubblica e privata, garantendo efficacia e sicurezza. In Italia l’adozione del farmaco di automedicazione risulta ancora limitata. Il mancato sviluppo di questo mercato trova molteplici cause fra cui ostacoli a livello di offerta, di domanda e il ritardo con cui e attuato il meccanismo di switch da farmaco etico (Rx) a SOP/OTC. Inoltre, le differenze a livello interregionale in termini di propensione alla cura con farmaci di automedicazione costituiscono un’importante criticita che influenza negativamente il dato nazionale.

MATERIALI E METODI

Al fine di analizzare il trend regionale e nazionale del consumo di farmaco non prescription, e stata condotta un’analisi sul mercato farmaceutico in Italia nel periodo 2001- 2014, focalizzando l’attenzione sulla classe SOP-OTC, con l’obiettivo di stimare i benefici ottenibili dall’implementazione del consumo di questi farmaci in termini di riduzione della spesa pubblica e privata, sulla base di dati OsMed e Assosalute. Sono stati quindi stimati i possibili risparmi di spesa pubblica e privata. Per quanto concerne la spesa pubblica, e stato stimato il beneficio economico ottenibile nel caso in cui l’atteggiamento delle regioni a maggiore incidenza di consumo di farmaco non prescription si estendesse a quelle dove e minore la propensione all’automedicazione. Per quanto riguarda la spesa privata, e stata condotta un’analisi ipotizzando due scenari di sostituzione fra Rx e OTC rispettivamente del 50% e 100%.

RISULTATI

Dall’analisi e emerso che nelle regioni in cui la propensione all’automedicazione e piu alta, all’aumento della spesa privata corrisponde una diminuzione della spesa pubblica. Secondo i risultati delle simulazioni, in caso di un allineamento dei consumi per il farmaco non prescription fra le regioni, si potrebbe ottenere un risparmio di spesa fra l’8,26% e il 9,57%. Inoltre, l’impiego dei farmaci di automedicazione porterebbe a un risparmio privato stimabile tra i 2 e i 4 miliardi di euro, ottenuto analizzando i consumi regionali e paragonandoli ai nazionali. Il risparmio pro capite che si genererebbe ammonterebbe a una cifra fra 34,51€ e 69,02€.

CONCLUSIONI

I farmaci di automedicazione possono costituire uno strumento prezioso nell’ambito della sostenibilita e governance della spesa farmaceutica pubblica, e risultano in grado di garantire un risparmio anche per il privato e per il sistema economico in generale. Se in altre realta nazionali europee il ricorso all’automedicazione e gia consolidato e la compartecipazione del cittadino alla spesa, nell’ambito delle patologie minori, e impiegata per ottenere un risparmio pubblico, in Italia questi aspetti restano ancora da sviluppare. Ne deriva la necessita di individuare approcci in grado di portare il settore almeno ad allinearsi ai livelli europei, offrendo la possibilita di contribuire concretamente a liberare risorse pubbliche da impiegare a favore di farmaci innovativi per patologie gravi e, complessivamente, contribuire al contenimento della spesa farmaceutica, a carico dello Stato.

Keywords

automedicazione.

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