Analisi della spesa in area cardiovascolare presso la Regione Calabria: i risultati dello studio FELLOW (La Farmaco-Economia del Trattamento delle LDL Ospedale-Territorio Network)

Autori: R. Ceravolo, A. Battaglia, A. Scuteri, T. Guerra, S. Pirro, G. L. Colombo, S. Di Matteo, M. Oselin, G. M. Bruno

Introduzione

Le malattie cardiovascolari sono indotte prevalentemente dal processo aterosclerotico. L’ipercolesterolemia rappresenta un ruolo chiave nella patogenesi dell’aterosclerosi, pertanto il trattamento dei pazienti dislipidemici e uno dei pilastri della terapia preventiva sia primaria che secondaria. Tuttavia, poco ancora si sta facendo per trattare adeguatamente le LDL (lipoproteine a bassa densita). La necessita di trattare le LDL e, oltretutto, diventata drammaticamente importante alla luce dei recenti dati scaturiti dallo studio IMPROVE-IT che coniuga con dati incontrovertibili che “lower is better”.

Materiali e metodi

E stato condotto uno studio osservazionale, trasversale, retrospettivo (Studio FELLOW – La Farmaco-Economia del Trattamento delle LDL Ospedale Territorio Network) al fine di valutare i corretti indicatori d’uso e di appropriatezza della terapia farmacologica in area cardiovascolare (dislipidemie e ipertensione) per stimare e controllare la spesa farmaceutica.

Risultati

In generale la patologia ha dimostrato di avere una prevalenza femminile (53% degli assistiti). E emerso che, indipendentemente dalla severita della condizione patologica, la maggioranza degli assistiti (69% della totalita dei pazienti) non viene trattata. Dal punto di vista economico e risultato che tra il trattare o meno un soggetto si ha una differenza significativa di spesa. Tale differenza di spesa e prettamente dovuta all’impiego dei farmaci ipolipemizzanti e viene controbilanciata da una riduzione di costi prestazionali quindi tradotta in una riduzione di eventi avversi a cui dovra andare incontro il paziente. Al fine di confermare il trend presente in letteratura, nell’analisi delle prescrizioni dei farmaci ipolipemizzanti e stata scorporata la rosuvastatina dalla classe generale delle statine. Ad oggi le statine in monoterapia risultano essere il trattamento maggiormente impiegato. All’interno del focus realizzato sull’LDL e emerso che la maggior parte dei pazienti presenta livelli di LDL superiori al target terapeutico (70mg/dl). I farmaci maggiormente prescritti sono risultati essere le statine in monoterapia; la rosuvastatina ad alti dosaggi e stata impiegata in una netta minoranza degli assistiti; la combinazione di statina ed ezetimibe e stata utilizzata in media nel 7% dei pazienti.

Conclusioni

Dal punto di vista economico, il maggiore impiego di farmaci in associazione rispetto a farmaci in monoterapia, puo rivelarsi una scelta ottimale. Al fine di ottenere risparmi per il SSN sarebbe necessaria una maggiore incentivazione dell’uso delle associazioni, questa valutazione dimostra infatti che se venisse utilizzata una maggior quota di associazione, il SSN si gioverebbe di risorse incrementali non di poco conto, che potrebbero essere destinate al rimborso e all’impiego di terapie innovative.

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