Autori: Valentina Perrone, Gerardo Medea, Stefano Urbinati, Stefania Mazzoni, Lisa Giannessi, Luca Degli Esposti
Introduzione
Nonostante i benefici cardiovascolari delle terapie ipolipemizzanti siano comparabili tra i sessi, persistono disparità nella gestione della dislipidemia. Questa analisi valuta differenze negli schemi terapeutici, nell’aderenza e nei costi sanitari tra uomini e donne nella pratica clinica italiana.
Metodi
È stata condotta un’analisi retrospettiva osservazionale su database amministrativi (2017– 2022) coprenti circa 12 milioni di assistibili. Sono stati inclusi adulti con almeno una prescrizione di ipolipemizzanti (statine, ezetimibe). Sono stati analizzati: complessità del trattamento, aderenza (Proportion of Days Covered, PDC ≥80%) e costi, con analisi stratificate per rischio vascolare secondo le linee guida ESC/EAS 2019.
Risultati
Tra i 1.899.894 pazienti inclusi, le donne (51,8%) erano mediamente più anziane (68,9 vs 66,1 anni, p <0,001), ma con un indice di comorbidità di Charlson inferiore (0,5 vs 0,6; p <0,001). Alle donne venivano prescritte meno frequentemente statine ad alta intensità (es. atorvastatina 40/80 mg) o terapie combinate (es. statina + ezetimibe) (p <0,001). I costi annuali erano inferiori nelle donne (2.469 € vs 3.020 €, p <0,001), principalmente per minori ospedalizzazioni e consulti cardiologici.
Conclusioni
Le evidenze di questa analisi osservazionale suggeriscono che le donne con dislipidemia ricevono trattamenti ipolipemizzanti meno intensi e mostrano minore aderenza, anche dopo aggiustamento per età e rischio cardiovascolare. Queste disparità evidenziano la necessità di strategie di trattamento sensibili al genere per ottimizzare la gestione e gli esiti clinici.
Keywords
Dislipidemia, differenze di genere, dati real-world, statine, aderenza terapeutica.
Intestazione
Analisi real-world delle differenze di genere nella dislipidemia
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