Autori: E. Torre, C. Martinotti, E.L. Fogliati, A. Cabrino, E. Monti, S. Bottino, F. Cecoli, L.C. Bottaro, S. Di Matteo
Introduzione
Le malattie cardiovascolari sono diffuse e spesso associate a livelli elevati di colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL). Nonostante la disponibilità delle terapie attuali, molti pazienti non riescono a raggiungere i livelli di colesterolo raccomandati. Negli ultimi anni, l’acido bempedoico è stato introdotto come agente ipolipemizzante orale in grado di contribuire alla riduzione dei livelli di colesterolo, con un costo inferiore rispetto ad alcune delle più recenti terapie iniettabili.
Obiettivi
Lo scopo di questo studio è stato valutare l’impatto economico dell’introduzione dell’acido bempedoico come alternativa terapeutica agli inibitori di PCSK9 nei pazienti con dislipidemia ad alto rischio cardiovascolare che, sulla base dei livelli di colesterolo LDL e dei criteri prescrittivi stabiliti dalla normativa italiana, potrebbero essere trattati con una terapia orale.
Materiali e Metodi
È stata condotta un’analisi farmacoeconomica utilizzando un modello analitico sviluppato a partire da dati ottenuti dalle cartelle cliniche elettroniche dell’Unità di Diabetologia dell’ASL 3 di Genova. Sono stati inclusi pazienti con diabete mellito trattati con inibitori di PCSK9. Sulla base dei livelli basali di colesterolo LDL e dei criteri prescrittivi definiti dalla Nota 13 dell’AIFA, è stata stimata la proporzione di pazienti potenzialmente eleggibili al trattamento con acido bempedoico come alternativa agli inibitori di PCSK9. I risultati ottenuti dal campione sono stati estrapolati all’intera popolazione dell’ASL 3 di Genova, confrontando i costi farmacologici in uno scenario attuale e in uno scenario simulato su un orizzonte temporale di tre anni.
Risultati
Nel campione analizzato, il 14,4% dei pazienti trattati con inibitori di PCSK9 è risultato potenzialmente eleggibile all’acido bempedoico sulla base dei livelli di colesterolo LDL e dei criteri prescrittivi correnti. Applicando tale proporzione alla popolazione dell’ASL 3 di Genova, è stato stimato che 920 pazienti avrebbero potuto essere trattati con acido bempedoico in alternativa agli inibitori di PCSK9 nel periodo triennale considerato. Questa strategia comporterebbe una riduzione della spesa farmaceutica di circa 4,05 milioni di euro, corrispondente a un risparmio del 10,5% rispetto allo scenario attuale.
Conclusioni
L’introduzione dell’acido bempedoico in pazienti selezionati potrebbe consentire una gestione più appropriata e sostenibile della dislipidemia, riducendo l’impiego precoce di terapie ad alto costo e generando risparmi significativi per il Servizio Sanitario Nazionale.
Keywords
acido bempedoico, dislipidemia, inibitori di PCSK9, colesterolo LDL, analisi farmacoeconomica, impatto economico
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