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  luppo delle terapie digitali, come i problemi in materia di tutela della riservatezza dei dati del paziente (privacy) e di minacce informatiche (security), la mancanza di chia- rezza sulle regole delle sperimentazioni cliniche e sulle competenze del Ministero della Salute e di AIFA, ma an- che gli ostacoli culturali legati alla scarsa conoscenza di queste nuove opzioni terapeutiche, nonché la limitata competenza digitale della popolazione.10
MATERIALI E METODI
Il presente lavoro intende offrire una sintesi della più re- cente letteratura scientifica relativa ad alcuni ambiti di applicazione delle terapie digitali, evidenziandone il ra- zionale, i dati a supporto della loro efficacia e della loro capacità di impatto sulla spesa sanitaria. In particolare, è stato analizzato il contributo delle terapie digitali e il loro potenziale di sviluppo nell’ambito della gestione delle malattie croniche e del miglioramento dell’ade- renza terapeutica. A tale scopo, sono stati consultati dei motori di ricerca scientifica come Google Scholar e Pub- Med e banche dati citazionali come Scopus, che hanno consentito di analizzare diversi paper pubblicati su rivi- ste scientifiche peer reviewed, tra cui alcune rilevanti re- view comprensive di meta-analisi. Per quanto riguarda i dati epidemiologici relativi al contesto italiano e al pro- filo di aderenza della popolazione, sono stati consultati il Rapporto Osmed e dati resi pubblici da Federfarma.
RISULTATI
L’IMPATTO DELLE TERAPIE DIGITALI SULLA SPESA SANITARIA: IL CASO DI SLEEPIO
L’insonnia cronica è un disturbo caratterizzato da un’al- terazione importante della qualità e della durata del sonno, che può manifestarsi come la persistente diffi- coltà ad addormentarsi o come la tendenza a svegliarsi ripetutamente durante la notte. Questo disturbo si as- socia a difficoltà significative nel funzionamento della persona durante il giorno, a livello di rapporti interper- sonali, ma anche di capacità lavorative, andando a in- taccare il piano comportamentale e il tono dell’umore
e, più in generale, compromettendo la qualità della vita. L’insonnia interferisce pesantemente con il benessere psico-fisico delle persone e rappresenta un fattore di rischio per una serie di disordini mentali e di disturbi organici quali ansia, depressione, abuso di alcol e di- sturbi cardio-vascolari. Sul piano economico, la spesa sanitaria correlata al trattamento dell’insonnia cronica, negli Stati Uniti, è pari a 30-70 miliardi di dollari.11
Nel Regno Unito, circa il 38% degli individui presente- rebbero sintomi di insonnia, con una prevalenza di in- sonnia diagnosticata pari al 5,8%. Perciò, il trattamento dell’insonnia si configura come una priorità per la sani- tà pubblica, con costi associati alla sua gestione che si aggirano intorno ai 40 miliardi di sterline, adducibili al calo di produttività e all’aumento delle spese sanitarie legate alla cura delle patologie co-occorrenti. In genere, l’insonnia è gestita dai professionisti sanitari attraverso indicazioni verbali ai loro pazienti e un’educazione sulla cosiddetta “igiene del sonno”, oltre che con la prescri- zione di farmaci ipno-inducenti.12
Un esempio di terapia digitale indicata per l’insonnia che ha una prassi d’uso consolidata è Sleepio. Nel Re- gno Unito, grazie a una partnership con il NHS, questa terapia è liberamente accessibile in diverse regioni: otto milioni di utenti ne beneficiano nell’area metropolitana di Londra e oltre due milioni nella Thames Valley. Negli USA, invece, grazie ad aziende che hanno inserito que- sta terapia nei piani di benefit per i propri dipendenti, ol- tre dodici milioni di persone possono avere un accesso gratuito a questo trattamento, che si basa su tecniche evidence-based di terapia cognitivo-comportamentale applicata all’insonnia (CBT-I) ed è clinicamente validato da oltre trenta pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, inclusi otto studi clinici randomizzati.
La terapia cognitivo-comportamentale è infatti con- siderata il trattamento di prima linea per l’insonnia cronica secondo le linee guida più recenti (American Academy of Sleep Medicine e American College of Physi- cians), è ritenuta efficace anche a lungo termine e pre- senta un profilo rischio-beneficio vantaggioso rispetto alle opzioni farmacologiche.
G.L. Colombo et al. / CLINICO ECONOMICS ITALIAN ARTICLES ON OUTCOMES RESEARCH / VOL 16 / ANNO 2021 / PAG. 49-66 55
























































































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