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  dibilità di farmaci prescritti al di fuori delle note AIFA o in alcuni casi, la loro presenza in fascia “C”. Altre mo- tivazioni includono la consapevole decisione di saltare una dose, fattori di resistenza emotiva e mancanza di informazioni adeguate.28,29
Anche i medici posso avere delle responsabilità nella scarsa aderenza: spesso non forniscono al paziente in- formazioni chiare sulla terapia prescritta in termini di posologia, intervallo tra le dosi, particolari avverten- ze da seguire, possibile insorgenza di eventi avversi, nonché sui benefici attesi dalla corretta assunzione del farmaco e sull’importanza di una compliance adeguata. Raggiungere l’obiettivo di un’aderenza ottimale è par- ticolarmente complesso nel caso di malati cronici che devono assumere farmaci per lunghi periodi di tempo. Per molte terapie (anti-ipertensiva, ipoglicemizzante, ipolipemizzante) è indispensabile la continuità della cura, anche per molti anni. Inoltre, i pazienti con patolo- gie croniche, e in particolare quelli più anziani, possono essere gravati da comorbidità e sottoposti a regimi di politerapia, fattori che rendono l’aderenza al tratta- mento ancora più complessa.30
Una panoramica di revisioni sistematiche, condotta dai ricercatori del Cochrane Collaboration,31 studia gli effetti degli interventi attuati nella pratica clinica per migliora- re l’efficacia delle terapie farmacologiche e riassume i dati di 75 revisioni sistematiche pubblicate fino al 2012. Complessivamente, le strategie che sembrano miglio- rare davvero l’aderenza comprendono i programmi di auto-monitoraggio e auto-gestione, ma anche i regimi semplificati di dosaggio e il coinvolgimento diretto dei farmacisti.32 La meta-analisi di Simpson e colleghi33 – che prende in considerazione i risultati di ventuno studi che hanno coinvolto oltre quarantamila pazienti affetti da diversi tipi di patologie croniche – ha messo in evi- denza una robusta correlazione tra l’aderenza alla te- rapia farmacologica e i tassi di mortalità: per i pazienti con una buona compliance il rischio di mortalità era cir- ca la metà rispetto ai soggetti con una scarsa aderenza terapeutica,12 Figura 3.
Attualmente nel nostro Paese esistono segnali im-
portanti da parte del sistema farmacia che si propone come parte attiva per prevenire i costi umani ed eco- nomici connessi alla mancata aderenza alle terapie. A questo proposito, la Pharmaceutical Care è definita proprio come “il contributo del farmacista a garan- tire la salute dei pazienti in modo tale da ottimizzare le terapie e favorire il raggiungimento degli obiettivi terapeutici”.34 Molti studi hanno dimostrato come il far-
FIGURA 3
Associazione tra aderenza alle terapie e mortalità.33
Study
Cardiac arrhythmia suppression trial 1996w4 University Group Diabetes Project 1970w22 1971w18
Coronary Drug Project Research Group 1980w1 Wei et al 2002w5
Cotter et al 2004w6
β blocker heart attack trial (men) 1990w2
β blocker heart attack trial (women) 1993w3
Wei et al 2004w7
Canadian amiodarone myocardial infarction arrhythmia trial 1999w8 San Andres Rebollo et al 2004w9
Cohn et al 2002w10
Garcia de Olalla et al 2002w11
Grimwade et al 2005w12
Hogg et al 2002w13
Paterson et al 2000w14
Wood et al 2003w15
Physicians health study 1994w16
West of Scotland prevention study 1997w17
Howell et al 2004w19
Miura et al 2001w20
Dobbels et al 2004w21
Simpson et al, 2006
     Harmful drug therapy
 60 G.L. Colombo et al. / CLINICO ECONOMICS ITALIAN ARTICLES ON OUTCOMES RESEARCH / VOL 16 / ANNO 2021 / PAG. 49-66
Total (95% CI)
Total events: 49 (good adherence), 4 (poor adherence) Test for heterogeneity: x2=0.43, df=1, P=0.51, I2=0% Test for overall effect: z=2.03. P=0.04
Beneficial drug therapy
Total (95% CI)
Total events: 832 (good adherence), 898 (poor adherence) Test for heterogeneity: x2=14.34, df=18, P=0.71. I’=0%
Test for overall effect: z=10.54. P<0.0001
































































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