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  perseguire uno stile alimentare corretto, a fare il giusto esercizio fisico, ad aderire alle terapie farmacologiche e a mettere in atto i monitoraggi necessari.23
IL POTENZIALE DELLE TERAPIE DIGITALI NEL MIGLIORARE L’ADERENZA TERAPEUTICA
Secondo un’indagine condotta dall’Istituto Mario Negri, che ha coinvolto i referenti di circa 250 associazioni di pazienti, le applicazioni maggiormente utilizzate tra gli iscritti sarebbero quelle destinate a migliorare l’ade- renza terapeutica, che sono considerate anche le tipo- logie di prodotto a cui auspicabilmente clinici, istituzioni e sviluppatori dovrebbero lavorare, subito dopo i servizi di tele-medicina.1
Secondo l’OMS, l’aderenza alle terapie sarebbe de- scrivibile come “il comportamento di ogni individuo in relazione all’assunzione di farmaci (dosi, tempi e fre- quenza) per l’intera durata della terapia in relazione alle indicazioni del medico curante o di chiunque abbia pre- scritto il farmaco”. Nel 2001 questa definizione è stata ampliata, includendo nel concetto di aderenza terapeu- tica “la misura in cui la persona è in grado di mantene- re un comportamento corrispondente a quanto racco- mandato dai professionisti sanitari sia nell’assumere i farmaci prescritti, sia nel seguire una dieta corretta e nell’attuare dei cambiamenti nello stile di vita, ma an- che nell’utilizzare correttamente dispositivi medici e apparecchiature sanitarie e nel presentarsi alle visite di controllo programmate”.24
I dati sull’aderenza terapeutica provenienti da diversi Paesi d’Europa, inclusa l’Italia, mostrano livelli di ade- renza preoccupanti per alcune patologie come asma e BPCO, insufficienza cardiaca e diabete di tipo 2. In gene- rale, per tutti questi pazienti, la caduta dei tassi di ade- renza sarebbe massima tra i sei e i dodici mesi dall’ini- zio della terapia.
La mancata adesione rappresenta un fattore di rischio per eventi acuti avversi, con costi umani e sanitari mol- to elevati. In Paesi come l’Italia, la Francia e il Regno Unito, le patologie da abbandono delle terapie possono portare a 8.000-12.000 decessi ogni anno, con costi sa-
nitari compresi tra i 7 e i 10 miliardi di euro. Nel 2013 in Italia si sono registrati dodicimila ricoveri di pazienti diabetici per ipoglicemia acuta, con una spesa sanitaria pari a 48 milioni di euro.25
L’IstathastimatocheinItalialaprevalenzadeldiabeteè fortemente correlata con l’età e supera il 20% negli over 75. Il costante aumento del numero di persone diabeti- che è legato all’invecchiamento della popolazione, va- riabile cui si aggiungono il miglioramento delle terapie e l’aumento dei tassi di sopravvivenza, l’anticipazione delle diagnosi e la prevalenza dei principali fattori di ri- schio, quali il sovrappeso e l’inattività fisica.26 Nel caso del diabete, infatti, la scarsa aderenza terapeutica è una ragione comune, preventivabile, ma difficile da affron- tare del fallimento delle cure, con peggioramento dello stato glicemico e relative complicazioni, che si associa a maggior morbilità e mortalità e un aumento della spesa sanitaria.27
Attualmente, esistono oltre 400 applicazioni per smart- phone che si pongono l’obiettivo di migliorare l’aderen- za terapeutica. Per fare un esempio concreto si può citare Digimeds, una piattaforma di telemedicina con un sensore ingeribile, un patch indossabile e un’App per monitorare i dati sanitari. KYT Adhere, invece, è una vera e propria terapia digitale basata su un sistema di intelligenza artificiale che ha dimostrato di essere ca- pace di migliorare l’aderenza terapeutica del 22,9%; il suo costante utilizzo per tre mesi è correlato alla dimi- nuzione dei livelli di emoglobina glicata dell’1,2%. Que- sta terapia si basa fondamentalmente sull’utilizzo di reminders e di premi: prima di essere assunta, la pillola deve essere mostrata alla videocamera, che ne regi- stra l’assunzione. Inoltre, i pazienti che aderiscono alle terapie vengono ricompensati con dei Kyt Points che vengono convertiti in denaro e non in altri sistemi quali i voucher o i coupons.27
I motivi addotti dai pazienti per la mancata aderenza sono la dimenticanza, il disagio dato dagli effetti colla- terali, la convinzione di essere guariti, la scarsa fiducia verso i farmaci o il costo delle terapie, eventualità pur- troppo possibile in quanto in Italia esiste la non conce-
G.L. Colombo et al. / CLINICO ECONOMICS ITALIAN ARTICLES ON OUTCOMES RESEARCH / VOL 16 / ANNO 2021 / PAG. 49-66 59
























































































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