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  corso educativo e feedback personalizzati. Purtroppo, l’adozione degli strumenti digitali da parte dei pazienti diabetici è ancora poco diffusa probabilmente a causa di una carenza di alfabetizzazione digitale e di interopera- bilità dei dati: avere una singola visione dei dati rilevati in formato condivisibile per i professionisti della salute è ancora un obiettivo da raggiungere pienamente e ciò comporta un maggior carico di lavoro e la marginaliz- zazione di chi non possiede le competenze minime, ma anche tempo sufficiente o una mentalità adatta a supe- rare gli ostacoli. Di conseguenza, solo una minoranza di professionisti sanitari e di pazienti scaricano abitual- mente i dati dal loro dispositivo, citando una serie di ra- gioni che includono difficoltà tecniche ed esaurimento cognitivo. Ovviamente, il fatto di visionare i dati retro- spettivamente e infrequentemente fa perdere valore e potenzialità a questo tipo di strumenti.20,21
Blue Star è la prima terapia digitale indicata per il dia- bete di tipo 2, approvata dalla FDA nel 2014 come Di- spositivo di Classe II e rimborsata in alcuni casi da piani privati di assicurazione negli Stati Uniti, dove è prescrivibile e distribuita nelle farmacie. È disponibile anche in Canada, nel Regno Unito e in Australia.22 I dati della Digital Therapeutics Alliance riferiscono una dimi- nuzione media dei livelli di emoglobina glicata di rile- vante impatto clinico (1,7-2 punti di media) nei primi 3-6 mesi di utilizzo, oltre a un miglioramento dell’aderenza terapeutica e a un miglior controllo glicemico. Questi outcome clinici sono stati dimostrati da più di quaranta pubblicazioni scientifiche peer-reviewed.
La terapia si avvale di una App per smartphone o, in alternativa, di una versione web attiva on-line ma an- che off-line, perché la FDA impone il requisito always- on (ossia di completa accessibilità anche in assenza di rete). In ogni caso, vi è un collegamento con dispositivi quali bilance, misuratori di pressione e di glicemia o smart watch. Il trattamento fornisce linee guida quoti- diane ai pazienti attraverso una serie di messaggi au- tomatizzati che vengono personalizzati in base ai dati raccolti dal programma, grazie a un sistema di intelli- genza artificiale: le indicazioni date al paziente si basa-
no su parametri effettivamente rilevati quali glicemia, peso, pressione. Inoltre, il medico curante può visionare in tempo reale le rilevazioni sul paziente, possibilità che gli consente un costante monitoraggio delle sue con- dizioni.
Questa terapia digitale assume un approccio educati- vo e motivazionale al paziente diabetico, orientandolo a una gestione attiva della patologia, e fornisce un co- aching in tempo reale nonché un tempestivo supporto individualizzato. Invece di seguire il tipico protocollo per cui il paziente testa i suoi parametri sanguigni a inter- valli regolari durante il giorno, BlueStar guida il paziente ad apprendere il momento ottimale per testare il livello di zucchero nel sangue fornendo un quadro più accura- to delle fluttuazioni quotidiane in risposta a stimoli am- bientali. La rilevanza di questo approccio è evidente se si considera che solo il 55% delle persone con diabete di tipo 2 riferisce di aver ricevuto un’educazione sulla malattia e, successivamente alla loro diagnosi iniziale, gli incontri con il medico sono tipicamente limitati a uno scambio di 15 minuti alcune volte all’anno. In altre pa- role, i pazienti diabetici sono lasciati spesso soli a ge- stire la loro complessa condizione e la maggior parte degli interventi importanti per la gestione della propria malattia vengono eseguiti direttamente dal paziente, in genere da solo nella propria casa.
Inoltre, gli interventi di mobile health sono considerati potenzialmente efficaci nel diminuire i livelli di distress e di depressione negli adulti con diabete, con ripercussio- ni positive sulla gestione della malattia. La depressione maggiore rappresenta infatti una comorbilità importan- te nei pazienti diabetici, con una prevalenza stimata del 15-20% rispetto al 2-9% della popolazione generale. Nei pazienti con diabete di tipo 2, la depressione maggiore è associata a un aumento della mortalità pari a 2-3 vol- te, mentre la depressione subclinica a un incremento di 1,7 volte; la depressione aumenta anche il rischio di crisi iper-glicemiche e di complicanze. La deflessione del tono dell’umore e dei livelli di energia tipici di questa condizione possono comportare una diminuita capaci- tà di prendersi cura di sé, intesa come motivazione a
58 G.L. Colombo et al. / CLINICO ECONOMICS ITALIAN ARTICLES ON OUTCOMES RESEARCH / VOL 16 / ANNO 2021 / PAG. 49-66




























































































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