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  che personalizza la sleep restriction therapy a intervalli regolari nelle nove settimane. Inoltre, un aspetto molto interessante è che Somryst include un clinician dashbo- ard che sintetizza i dati sull’uso della terapia da parte del paziente consentendo al curante di monitorare in tempo reale i suoi progressi. È importante sottolineare che attualmente questa terapia digitale è considerata un trattamento non farmacologico e non invasivo per il trattamento dell’insonnia cronica che pone pochi ri- schi per la sicurezza, ma dovrebbe essere usato solo sotto la supervisione di un professionista della salute mentale e non intende sostituirsi ad alcun trattamen- to farmacologico. Le restrizioni sul sonno imposte dal programma possono esacerbare la sonnolenza nelle prime fasi della terapia, perciò non deve essere usato in alcune tipologie di pazienti.
IL CONTRIBUTO DELLE TERAPIE DIGITALI ALLA GESTIONE DEL DIABETE
Nel 2017 una quota pari al 26,6% del mercato delle te- rapie digitali era detenuta dall’area terapeutica del dia- bete e ci sia aspetta che il trend sia in aumento costante nell’epoca post-Covid, tanto che viene stimata una cre- scita del 22,0% tra il 2018 e il 2025.16
Il diabete rappresenta la settima causa di morte negli Stati Uniti e affligge il 9,5% della popolazione, che cor- risponde a 29,1 milioni di Americani; oltre il 95% dei pazienti sono affetti da diabete di tipo 2, che risulta for- temente associato a fattori di rischio comportamenta- li quali seguire una dieta ipercalorica e non praticare sufficiente attività fisica. Per quanto riguarda l’impatto sulla spesa sanitaria, i costi connessi alla cura di que- sta patologia sono pari a 245 miliardi di dollari annui. In Italia si stimano quattro milioni di pazienti diabetici, di cui oltre tre milioni e mezzo affetti da diabete di tipo 2. A questi andrebbero aggiunti i pazienti non diagnostica- ti, per un numero complessivo che potrebbe superare complessivamente i cinque milioni.17
La gestione clinica del diabete prevede di garantire un’educazione sanitaria ai pazienti, basata sulla divul- gazione di linee guida riguardanti la corretta alimenta-
zione, i livelli di attività fisica necessari a mantenersi in salute, l’interruzione del fumo di sigaretta, ma anche l’importanza di assumere correttamente i farmaci an- tidiabetici a uso orale o, eventualmente, di rispettare la terapia con insulina. Per gestire il diabete con successo, i pazienti dovrebbero inoltre adottare una serie di altri comportamenti come il monitoraggio frequente dei li- velli di zucchero nel sangue, ma solo il 16% dei malati ri- ferisce una piena adesione a tutte queste prescrizioni.18
Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da livel- li elevati di glucosio nel sangue che possono causare danni importanti al cuore, ai vasi sanguigni, alla vista, ai reni. Rispetto ad altre patologie, la sua corretta gestio- ne rende necessario l’utilizzo di molti dispositivi medici quali siringhe, penne e pompe per insulina, ma anche di dispositivi di monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue. Alla luce dell’impegno quotidiano che è richie- sto al paziente per l’auto-gestione, il diabete è forse la patologia cronica che meglio si presta all’utilizzo di dispositivi mobili elettronici: i pazienti possono sentir- si notevolmente supportati e rassicurati da un sistema che consente di condividere i dati inerenti al proprio stato di salute con il medico e che motiva ad assumere comportamenti positivi per la propria salute.
Le centinaia di App sviluppate negli ultimi anni con l’obiettivo di supportare il paziente diabetico nel con- trollo della sua malattia, nonché il pancreas artificia- le, rappresentano alcuni dei recenti strumenti digitali applicati al diabete.19 A supporto della crescente pras- si di sfruttare le possibilità aperte dalla tecnologia per facilitare il self-management del diabete, esistono una serie di recenti review sistematiche e di meta-analisi comprensive di trials clinici, che evidenziano effetti si- gnificativi degli interventi di digital health nel controllo glicemico soprattutto nel diabete di tipo 2. La maggior parte dei lavori selezionati ha evidenziato infatti un de- cremento significativo nei livelli di emoglobina glicata come outcome dei trattamenti. Gli interventi più efficaci includono la connessione del paziente al proprio health care team attraverso una comunicazione bidirezionale, l’analisi dei dati di salute generati dal paziente, un per-
G.L. Colombo et al. / CLINICO ECONOMICS ITALIAN ARTICLES ON OUTCOMES RESEARCH / VOL 16 / ANNO 2021 / PAG. 49-66 57


























































































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